Trekking della Dormiente

Monte PentimeDal 29 al 31 Agosto 2014 la sezione CAI di Benevento organizza la Traversata della Dormiente del Sannio da Bucciano a Vitulano lungo il Sentiero Italia
Il Trekking della Dormiente è nato nel 2009 da una felice intuizione di alcuni soci della sezione CAI di Benevento che, per festeggiare la nascita della sezione sannita del Club Alpino Italiano, decisero di organizzare una traversata dei monti del Taburno-Camposauro, gruppo montuoso che domina la città con il suo caratteristico profilo. Il nome del trekking deriva dall’appellativo con cui familiarmente tutti i sanniti identificano queste montagne: la Dormiente del Sannio. Infatti, il Monte Taburno, Camposauro ed il Monte Pentime viste dalla città sannita assumono il profilo di un donna che dorme. Questa donna č diventato uno dei simboli della città e tutti i beneventani ci sono affezionatissimi. Il trekking si articola in tre tappe e percorre tutto il profilo della dormiente dal paese di Bucciano sino alla piazza di Vitulano, dopo 45 km di percorso e circa 2500 m di dislivello complessivo. Lungo il percorso si alternano tratti in splendide faggete, magnifici pianori e tratti di cresta con magnifici scorci panoramici sull’intera Campania con la vista che può spaziare fino alle pendici del Molise e del basso Lazio. Dalla croce del Taburno, cima più alta del gruppo con i suoi 1394m, si può ammirare un magnifico panorama sui Monti del Partenio la piana del Volturno e Caserta, il Vesuvio i Monti Lattari e l’isola d’Ischia.

Locandina (Pdf)

Addetto Stampa Regionale Anna Lisa Golvelli

La sezione Cai di Piedimonte Matese sulla vetta del Monviso

monvisoPer il secondo anno consecutivo la sezione di Piedimonte Matese del Club Alpino Italiano torna sul Monviso per celebrare il 150° di un’ascensione.
L’anno scorso si ricordava l’impresa del fondatore Quintino Sella, quest’anno si omaggiava la prima donna sulla vetta: Alessandra Boarrelli. Due le cordate dei cinque scalatori che si sono preparati per quasi un anno all’appuntamento con il Re di Pietra. Dalle sorgenti del Po, a quota 2020 m, hanno raggiunto, il 27 luglio, il rifugio Sella a quota 2640 m. Qui sono rimasti tre giorni per acclimatarsi ed aspettare condizioni meteo favorevoli. Il 28 sono saliti in cima al Viso Mozzo (3019 m), il 29 hanno raggiunto i piedi della ferrata del Colle delle Sagnette e sono rientrati al Sella per godersi, al riparo, una nevicata che ha portato 10 cm di neve fresca. Alle 4 del mattino del 30 luglio, senza luna ma con un indescrivibile chiarore del firmamento, i cinque, visto nitidamente il gigante di pietra fin sulla punta, si sono incamminati per la sua conquista. Dal passo delle Sagnette, attraverso il Vallone delle Forcioline ed il ghiacciaio basale, hanno raggiunto il bivacco Andreotti, a quota 3225 m. Altri cento metri di dislivello lungo il ghiacciaio Sella ed hanno conquistato l’attacco della parete sud. 500 m di arrampicata tra continue slavine e qualche scarica di massi innescata da un sole caldissimo che ha sciolto la neve ed il ghiaccio del giorno precedente ed alle 11.30, Filippo Francomacaro, del Cai di Piedimonte Matese, ha per primo abbracciato la croce di vetta. Poco dopo è toccato a Claudio Incampo, sempre della sezione matesina e Umberto De Luca del Cai di Benevento.
Addetto Stampa Regionale Anna Lisa Golvelli

Escursione TAM per il CAI Benevento

Il bosco di Monte PuglianoSabato 10 Maggio 2014 il CAI Benevento ha organizzato una escursione TAM (Tutela Ambiente Montano) sulle Doline di Monte Pugliano (Telese Terme, BN). All’escursione, guidata da Gianna Volpe (ONC) e Ottorino Volpicelli ha partecipato Gino Guadalupo, Presidente della Commissione Regionale di Tutela Ambiente Montano.

MONTE  PUGLIANO:  SCRIGNO DI  BIODIVERSITÀ

Monte Pugliano (202 m) è un rilievo alquanto isolato, al bordo della Valle Telesina, comunicante con la Valle Alifana situata a nord-est. Sotto il profilo morfologico Monte Pugliano colpisce per la presenza di un gran numero di doline (chiamati “puri“), la cui origine è da ricercare nella mineralizzazione di talune acque del fronte sorgentizio e nel ripetuto oscillare del livello di base carsico. Monte Pugliano è una bellezza unica sia dal punto di vista geologico che naturalistico che ha bisogno di una urgente valorizzazione ambientale. Oltre a possedere numerose doline, è anche corridoio ecologico, cioè zona di collegamento che permette alle specie faunistiche di spostarsi verso zone più ampie ad alto grado di naturalità. Infatti, funge da collegamento tra il Parco Reg del Matese e il Parco Reg del Taburno-Camposauro e da ciò deriva la sua grande importanza ambientale. Va tutelato al fine di mantenerne la valenza ecologica e, per le sue emergenze geomorfologiche (le doline), naturalistiche (lo stato di climax della vegetazione mediterranea con la lecceta pura) e anche archeologiche (capanna ovile di età preistorica), va valorizzato per permetterne una fruizione sostenibile.
Flora e FaunaAttraversando monte Pugliano ancora oggi appaiono evidenti ampie e profonde voragini, simili a crateri o bocche di vulcano, che la nostra gente definisce comunemente puri. De Blasio, nel suo studio sulla capanna-ovile, ne fa menzione descrivendone quattordici, precisando nel contempo di non poter stabilire quando si formarono questi burroni. Così dice: “intorno all’epoca in cui avvennero tali sprofondamenti, di 13 di essi non è rimasta memoria; uno si formò circa un secolo e mezzo fa e tutti, indistintamente, divennero più profondi in occasione del terremoto del 1815”. I Puri di Monte Pugliano debbono la loro genesi sicuramente all’azione erosiva dell’acqua. Le acque carsiche contenute all’interno della montagna da tempo immemorabile, con la loro azione erosiva, procurano delle fratture al suolo e delle sconnessioni in tutto il sistema roccioso. Ciò conduce alla formazione di meati interni che, sottoposti a loro volta a continue erosioni, determinano la formazione di ampie caverne in progressivo mutamento.
Il Sentiero per la Dolina I Puri quindi non hanno una origine vulcanica ma nascono per lo sprofondamento di caverne interne alla montagna; secondo A. De Blasio il loro nome popolare è in definitiva una semplice corruzione “putei” dato che tali sprofondamenti, visti da lontano, assomigliano a tanti pozzi. Appare evidente come molti di questi puri originano in conseguenza del terremoto del 1349 che deve aver assunto proporzioni davvero catastrofiche; basti pensare che proprio in quell’occasione originano le mofete e le acque solfuree. I puri hanno svolto la funzione di deposito piovano, offrendosi oggi come luogo di suggestione quasi lunare.

Gianna Volpe, ONC, CAI Benevento
Foto di Filippo Cerulo

Escursione Culturale Rocca S. Felice – Valle d’Ansanto

di Gilda Ammaturo – ONC CAI Avellino

frigentoAppuntamento culturale , sabato 10 maggio,con  Gruppi Operatori Naturalistici Culturali delle Sezioni di Avellino e di Vasto, in provincia di Chieti guidati dal  presidente di Sezione, anch’egli ONC, Francesco Famiani, che si incontreranno nel mitico luogo delle” Mefite”, fenomeno geologico unico al mondo, in costante monitoraggio da parte dell’Osservatorio vesuviano di Napoli, oggetto di culto e venerazione in Irpinia fin dalla preistoria. Un percorso escursionistico di svariati chilometri lungo gli antichi tratturi attraverso le magiche atmosfere di luoghi incontaminati di interesse storico e naturalistico. Un contributo importante questo, del Cai per la diffusione della cultura di territori italiani  ricchi potenzialità sia a livello naturalistico che escursionistico, ma spesso dimenticati e trascurati. Ideato da Gilda Ammaturo ONC di Avellino, il percorso è stato promosso dal Prof Enzo di Gironimo del Comitato scientifico Centrale, attivissimo referente per la valorizzazione del Mezzogiorno D’Italia e vede la partecipazione anche della ONC Vilma Tarantino che da anni contribuisce con il famoso Cammino dell’Arcangelo ad unire cultura e tradizioni lungo  un percorso di profonde emozioni.

Locandina dell’Evento (Pdf)

La Costa del Cilento con il CAI Avellino

di Gilda Ammaturo ONC

w_01Per l’escursione “costa del Cilento” programmata dal cai Sez.Avellino e Sede di Roma, il 29 marzo scorso, grande partecipazione e successo con un foltissimo esercito di soci ,un centinaio, provenienti da tutte le sezioni campane,nonché dal CAI Abruzzo , Vasto ed Ortona,che hanno accolto con entusiasmo i numerosi soci della Sede Club Alpino di Roma, più di 30, che sono arrivati con il pulman dalla Capitale,”approdando” così, sulla mitica costa del Cilento , baia Trentova, per la prima volta, per partecipare alle escursioni previsti per loro di 2 giorni attraverso la natura incontaminata di questa area protetta che li ha incantati ed affascinati.

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Intersezionale Campana del 30 Marzo 2014

sezsalernoL’escursione, con tipologia a circuito, dislivello limitato a 500 metri e di media difficoltà, avrà inizio a pochi chilometri da Giffoni Valle Piana, sulla strada provinciale 25C, percorribile anche da pullman e, cosa ben gradita, presenti due ampie aree adatte al parcheggio. Causa l’inizio dell’orario legale, abbiamo fissato per le ore 10 il rendez-vous dinanzi al palazzetto del Cinema di Giffoni e alle ore 11 la partenza effettiva dell’escursione, che terminerà al più alle 16:30.
Alla valenza ambientale e a quella di un sito di archeologia industriale (miniere di ittiolo) si aggiungerà la sempre gradita accoglienza ospitale sia del circolo “il Picchio” di Giffoni che di Casa Natura di Legambiente.

* Locandina dell’evento (Pdf) *

Giornata FAI di primavera: Costa Palomba e l’Antece

Di Anna Lisa Golvelli – Addetto Stampa Regionale CAI Campania

logo_faiDomenica 23 marzo 2014, ad organizzare l’escursione, in collaborazione con la delegazione FAI di Salerno, saranno le sezioni del Club Alpino Italiano di Salerno e Napoli

L’escursione si prospetta davvero suggestiva. L’Antece indicata come toponimo “tomba di Spartaco” e segnalata fin dal 1963 dalla commissione grotte “Eugenio Boegan” di Trieste, si erge a q. 1125 al limite della cima detta Costa Palomba. Per l’insolito tipo di monumento, unico in tutta l’area campana, la sez. CAI di Napoli ha svolto una serie di ricerche guidate da Alfonso Piciocchi. Per la sua eccezionale posizione di controllo e di difesa sugli alti pianori degli Alburni doveva essere il sito ideale per un insediamento di comunità dedite alla pastorizia. L’opera ricavata in rilievo, in grandezza naturale, rappresenta una figura umana ricoperta da corta tunica (chitone), stretta alla vita da una cintura dalla quale pende una spada. Il guerriero con la mano destra impugna una lancia alla cui base è posato uno scudo borchiato. I caratteri grossolani della figura massiccia nel corpo e nelle spalle, la rendono ancora più imponente e con la sua monumentalità è carica di un significato simbologico della sfera magico -religioso – primitivo. Essa rappresenta, oltre alla funzione pratica di un riconoscimento esteriore di una tomba, un punto di riferimento di “sede” dello spirito del defunto o della divinità guerriera in un ambiente di intensa cultura pastorale. L’escursione prevede cinque ore di facile cammino distribuite su un dislivello di m. 450.
Per info:
Anna Maria Martorano (SA) 338.9498941
Claudio Solimene (NA) 348.0536215
www.caisalerno.it

La Costa Del Cilento

locandina cai castellabateIntersezionale per i CAI di Roma, Avellino e Castellammare
Escursione nel Parco Regionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni sabato 29 e domenica 30 marzo.

Sabato 29 marzo 2014 gli escursionisti delle tre sezioni CAI percorreranno il sentiero dalla baia di Trentova a Punta Tresino: percorso estremamente panoramico ove si incontrano i “segni” lasciati sia dall’uomo antico (resti di un sepolcro) che moderno (terrazzamenti e vecchie masserie) e dove il verde della intricata macchia mediterranea si fonde con il blu intenso della maestosità del mare. Il tratto di costa campana toccato dall’escursione si caratterizza per l’estrema bellezza e per l’essere rimasto selvaggio ed incontaminato. Durante l’escursione sosta per degustazione con stuzzichini e vino locale. All’arrivo a S. Maria di Castellabate si terrà la visita guidata del borgo. La giornata successiva, le sezioni di Avellino e Roma percorreranno invece il sentiero ad anello interamente nel Comune di Castellabate, uno dei tratti più suggestivi della costa cilentana. La salita alla collina del Semaforo, a circa m 200, consentirà di vedere dall’alto il tratto, quasi pianeggiante e parallelo alla costa, percorso durante l’itinerario. Le iscrizioni al week-end cilentano devono pervenire entro il 20 marzo alla sezione CAI di Avellino (per info Gilda Ammaturo tel. 366 6215069).

"Trenotrekkingferroviario" Salerno – Pertosa – Polla

di Anna Lisa Golvelli – Addetto Stampa Regionale CAI Campania

trenotrekking

Domenica 2 marzo 2014

Nuovo entusiasmante appuntamento per la Sezione di SALERNO
del CLUB ALPINO ITALIANO

Comunicato Stampa (Pdf)

Scesi dal treno alla stazione di Buccino, a bordo di pullman gli escursionisti raggiungeranno il piazzale delle Grotte di Pertosa-Auletta da dove inizieranno il percorso a piedi salendo dapprima, in mezz’ora di comodo sentiero, alla “favolosa” stazione di Pertosa dove troveranno la calda accoglienza della Fondazione MIdA e delle Amministrazioni locali (Comunità Montana “Vallo di Diano” e i Comuni di Polla, Pertosa e Auletta) che stanno collaborando per la migliore riuscita della manifestazione, ivi compresa la pulizia della sede ferroviaria. Da qui si proseguirà con il favoloso trekking ferroviario di circa due ore e mezzo lungo i 4,7 chilometri di strada ferrata dalla stazione di Pertosa alla stazione di Polla in un susseguirsi di emozioni, con passaggi in galleria e spettacolari ponti mozzafiato. Per motivi di sicurezza l’accesso al trekking sarà da Rete Ferroviaria solo a quanti, previamente registratisi e assicuratisi presso la Sezione CAI di Salerno, si affideranno alla guida congiunta degli accompagnatori CAI e dello stesso personale RFI presente sul posto. Per informazioni: Antonello Sica (331.3599053 antonello.sica@alice.it) e Attilio Piegari (389.2415000 piegari@libero.it). Posti limitati. Informazioni e orari sul sito web www.caisalerno.it

Fiaccolata a Montevergine

di Angelo Tomasetta, socio Sezione C.A.I. di Avellino.

av_002Avellino, 28 Dicembre 2013 – Questa iniziativa è intesa a recuperare, attraverso l’attività della Sezione C.A.I. di Avellino, le tradizioni e lo spirito della montagna che animarono le Genti d’Irpinia e dei Territori limitrofi; essa ripropone nell’attualità il Santuario di Montevergine come meta di un cammino plurisecolare – il Sentiero dei pellegrini. Siamo alla terza edizione della FIACCOLATA A MONTEVERGINE: una tradizione che si perpetua nel periodo natalizio grazie all’apporto fattivo dei nostri Soci ed alla partecipazione entusiastica di un cospicuo gruppo di simpatizzanti. Accompagnati dal suono delle ciaramelle, sul far della sera, eravamo circa in cinquanta a percorrere l’erta, che dal centro di Ospedaletto d’Alpinolo ci indirizza verso il Santuario di Montevergine. av_001E’ un sentiero che traspira secoli di storia, di  religiosità commista a riti “pagani”, eppure che attira anche tanti giovani ammaliati dai social network (tant’è che, tornati a casa, ci siamo trovati già immortalati su facebook!). Le fiaccole invece, sono un rito antico che godiamo ammirando un tramonto di fuoco dietro il Vesuvio e, più oltre, i Monti Lattari di sponda ad un mare d’argento. E poi c’è Padre Benedetto, il nostro carissimo amico appassionato di montagna, che ci accoglie benevolo, a notte già fonda, sulla  Via Crucis per accompagnarci fino al Santuario; qui dirà Messa per noi, che “abbiamo scalato la Montagna” e per tutti quelli che sono nei nostri pensieri. Il rientro, giù per il sentiero alla luce delle “frontali”, è tutto un vociare sommesso sotto un cielo trapunto di stelle.
La montagna unisce.