Comunicato su maxiemendamento alla Legge di stabilità della Regione Campania

Immaginare un’area protetta non è la stessa cosa di viverla. Frequentarla, conoscerla è sinonimo di passione e non solo di competenza. Sapere di cosa si parla in ogni contesto specifico è sintomo di professionalità e, benché si sappia di quanto la competenza non sia direttamente proporzionale a suddetta passione, il sapere di cosa si parla implicherebbe quanto meno l’allontanamento dall’errore, così come dal sospetto e il rispetto di chi ti sta di fronte, sia esso interlocutore istituzionale, sia esso cittadino.

Rapportando tutto ciò al contesto ambientale locale e in particolar modo a quello dei parchi e delle aree protette si resta stupiti davanti a quanto sia accaduto in questi giorni in Campania e al fatto che sia stato sostituito l’articolo 8 della legge regionale n. 33 sulle aree naturali protette con un qualcosa che sconvolgerà il già barcollante contesto regionale. In pratica è accaduto che con il maxiemendamento alla legge di stabilità, il consiglio regionale della Campania modificherà il precedente testo di legge con l’art. 7, comma 2, che afferma testualmente:

Il Presidente dell’Ente Parco (Parco Regionale ndr.) viene nominato dalla Giunta Regionale, su proposta degli assessori all’Urbanistica e all’Ambiente, tra soggetti in possesso di comprovata esperienza nelle istituzioni, nelle professioni, ovvero di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private. Sulla nomina il Consiglio regionale esprime il proprio gradimento ai sensi dell’art.48 dello Statuto.”

L’art. 8 della 33 cita invece quanto segue:

Il Presidente dell’Ente Parco viene nominato dalla Giunta Regionale su proposta degli Assessori alle Foreste, alla Urbanistica e all’ Ecologia, sentito il parere delle Commissioni Consiliari competenti ai sensi della Legge n. 26 del 24 aprile 1980 e prescelto tra persone che si siano distinte per i loro studi e/ o per la loro attività nel campo della protezione dell’ ambiente e non ricoprano cariche elettive e/o amministrative negli Enti Locali, negli organi di gestione di Enti Regionali nonché cariche elettive regionali, parlamentari ed europee.”

Comparando i due articoli appare evidente la ferma volontà da parte della giunta regionale di nominare presidenti delle parchi regionali persone prive di curriculum ambientale, sollevando più di un dubbio sulla capacità di comprendere ed affrontare fino in fondo problemi ambientali dei parchi oltre che l’ovvia opportunità politica. Sembra evidente inoltre il fatto che si lasci ampio spazio alla possibilità di nominare presidente chi ricopra incarichi politici e amministrativi, in primis i sindaci, ovvero gli interlocutori principali tra gli enti delle aree protette e le comunità che ad esse appartengono e che in tal caso potrebbero sollevare più di un conflitto d’interessi.

Va comunque sottolineato il fatto che in extremis, la giunta campana ha apportato una lieve variazione al testo dell’articolo 7 ormai approvato e che ora così recita:

“ … in strutture pubbliche o private, preferibilmente maturata nei settori della tutela dell’ambiente e del paesaggio. Sulla nomina …”

Inutile dire che anche l’uso di quest’avverbio non soddisfa chi vorrebbe le sorti delle aree protette campane affidate alla competenza di chi da sempre ha vissuto e curato l’ambiente e non ad un nominato qualsiasi.

Il Club Alpino Italiano e la Commissione di Tutela Ambiente Montano di codesta associazione si oppongono con fermezza a tale eventualità considerandola priva di ogni apertura dialettica delle parti in causa nel contesto ambientale e foriero di non pochi fraintendimenti ed ambiguità.

I commenti sono chiusi