2014 l’anno delle donne CAI

di Attilio Piegari Presidente della Commissione Regionale CAI di Escursionismo

bollino_CAI_2014Era il 12 di agosto quando la prima cordata tutta italiana, formata da quattro alpinisti e da tre guide, toccò la cima del Re di Pietra, da sempre considerato montagna inviolabile. La decisione, carezzata da tempo, era stata presa mentre nelle baite a valle si conversava sulle due prime salite, la prima da parte di un gruppo ben attrezzato di alpinisti inglesi lungo la parete sud, la seconda in cui Bartolomeo Peyrotte, guida alpina di Bobbio, aveva condotto al successo un altro team londinese già affiliato all’Alpine Club.

Il discorrere si animava allorquando fioccavano soluzioni alle altre spedizioni che non avevano portato a termine la scalata a causa delle avverse condizioni atmosferiche o forse perché le guide avevano seguito vie rivelatesi oltremodo difficoltose. Anche alla cordata italiana non erano mancate le difficoltà, non ultimo il rifiuto di Bartolomeo a guidare il gruppo, asserendo di sentirsi ancora “traumatizzato” dall’esperienza precedente. Per fortuna le tre guide alpine furono convincenti nel ribadire di essere capaci , sulla base della sola descrizione del percorso, a raggiungere la cima.
Si decise quindi di non attendere ulteriormente, anche perché in quei giorni erano già pronti a tentare l’ascesa altri gruppi di alpinisti sia d’oltralpe che italiani. Il clima divenuto improvvisamente clemente e le indubbie capacità alpinistiche dei protagonisti decretarono il successo della prima salita italiana dando principio, sull’onda lunga dell’entusiasmo, così come era avvenuto in altre nazioni europee, alla grande Associazione nazionale che ci vede ancor oggi uniti nel nome delle bianche Alpi. La notizia dell’impresa italiana non poteva che incrementare l’interesse alla scalata del Viso così che altre cordate di alpinisti giunsero, l’anno successivo, alle sorgenti del Po.
MonvisoPronto a riprovarci anche un altro gruppo italiano che, pochi giorni prima della spedizione di Quintino Sella, aveva mancato il traguardo. Provenivano tutti dalla valle Varaita e, fra l’incredulità di molti, il 16 agosto del 1864 furono in grado di piantare sulla vetta occidentale una bandiera bianco-azzurra. Il clamore della quarta ascensione divenne scalpore quado fu certo che fra i cinque partecipanti, due erano giovani donne, prime in assoluto a salire sul Monviso: una tenace mamma di soli 26 anni, Alessandra Boarelli e la quattordicenne Cecilia Fillia. Con loro, don Carlo Galliano, parroco di Casteldelfino, l’alpinista Carlo Mainardi e il medico Richard. Spiace qui ricordare che, in seguito, gli organi ufficiali di stampa minimizzarono le loro gesta:

«Ora che è provato che perfin le donne raggiunsero quella punta culminante, che fino all’anno scorso si credette inaccessibile, chi sarà quel turista che si perderà di coraggio all’atto della prova?» (La sentinella delle Alpi)

150 anni sono trascorsi da quella prima ascensione femminile e il Club Alpino Italiano intende ricordare l’evento dedicando ad Alessandra e a Cecilia il “bollino” del 2014 e organizzando una mostra itinerante, che avremo piacere di ospitare in Campania. Nel manifestare la mia ammirazione per l’impegno e la passione che spinse le due giovani alpiniste a una prova resa ancor più difficile dai mezzi tecnici dell’800, mi sento di sottolineare due considerazioni: Alessandra seppe ben valutare le difficoltà incorse durante la scalata del 1863 e, senza rischiare inutilmente, razionalmente prese la decisione di rinunciare, pur prevedendo che il suo gruppo sarebbe stato accolto dal malcelato scherno degli alpinistici “maschi” della valle. Dopo un anno, superate le remore e le indecisioni, trovò la forza d’animo di riprovare nell’impresa utilizzando la medesima via, senza servirsi di guide alpine, e accompagnandosi a Carlo, esperto alpinista.
Porgo a tutte le donne e a tutti i ragazzi soci del Club Alpino gli auguri di un anno di successi, frutto di responsabili rinunce e di decisioni ponderate.

Attilio Piegari
Presidente della Commissione Regionale CAI di Escursionismo

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