Il CAMMINO DELL’ARCANGELO VII° edizione

camminoIl 20 settembre nella grotta di San Michele sul Gargano si è conclusa la VII° edizione del “Cammino dell’Arcangelo”, Itinerario storico culturale e spirituale che parte da Benevento e attraverso sentieri e carrarecce si snoda per circa 200 km fino al Gargano. Con una media di 24 – 25 km al giorno, in 9 tappe, si attraversa il cuore di tre province (Benevento, Avellino e Foggia) e due regioni (Campania e Puglia). L’iniziativa è curata dal Comitato Scientifico Regionale Campania e dai gruppi di ricerca “Terre Alte” delle sezioni di Benevento, Avellino e Foggia.

Il Cammino dell’Arcangelo riprende il tracciato della via Appia Traiana e lo segue fino a Troia, così come ricostruito da più autori e come testimoniano i quattro ponti romani ancora presenti. Da Troia, attraverso tratturi e carrarecce volge verso la grotta dell’Arcangelo Michele sul Gargano rievocando il percorso di pellegrini, mercanti e crociati che nei secoli raggiungevano l’Oriente attraverso Siponto. Il Cammino dell’Arcangelo rappresenta, quindi, la tappa finale della grande Via Micaelica e una tappa intermedia della Francigena che giunge fino a Brindisi. I percorsi sono stati individuati grazie agli studi dell’Università di Bari, di Foggia e di Calabria, alla consultazione di archivi abbaziali (Montevergine) e soprattutto grazie alla memoria di anziani protagonisti che ci hanno raccontato, con occhi luminosi, i racconti dei propri nonni.

Negli ultimi anni il turismo lento conosce un momento di crescente popolarità, proprio grazie ai grandi itinerari storici, culturali e spirituali come il Cammino di Santiago, la Via francigena il cammino di Francesco etc. Il Cammino sembra rispondere ad una serie di esigenze dell’uomo contemporaneo che non rinuncia agli agi, ma avverte sempre più forte il bisogno di una dimensione più ampia dove può riconoscere altre priorità. Lontano dalla routine quotidiana, Il Cammino sembra dilatare il tempo, prediligere la sosta e l’incontro, il viaggiatore può finalmente sperimentare la fisicità del proprio andare e ciò che nasce dalla stretta e personale interazione con l’ambiente.

In questo momento di grande interesse per gli itinerari storici, il Cammino dell’Arcangelo si conferma un itinerario consolidato e stabile con grande partecipazione di camminatori nazionali e internazionali. Quest’anno, infatti, si è registrata una straordinaria presenza internazionale grazie al Piligrims crossing borders (percorso interconnettivo di Cammini da Trondheim/Nidaros a Roma e Gerusalemme programmato per il 2015) portando sul Cammino dell’Arcangelo trekkisti provenienti da 7 nazioni diverse: Svezia, Norvegia, Islanda, Danimarca, Germania, Stati Uniti d’America (Texas) e Italia. L’opportunità che il Cammino offre ai Comuni dell’appennino campano e pugliese non è certo sottovalutato dagli enti locali. Essi, infatti, come ogni anno, si sono impegnati nella pulizia dei sentieri e in una attiva accoglienza dei “pellegrini”. Questo contribuisce a diffondere la cultura del cammino, a prendere consapevolezza dello spessore storico, culturale e paesaggistico di ampie zone che oggi potremmo definire marginali ma che hanno in se potenzialità tali da sposarsi bene con ciò che richiede un Cammino che va oltre il semplice attraversamento domenicale ma “individua e promuove nuovi percorsi d’impegno”.

Negli anni il Cammino dell’Arcangelo è cresciuto, è maturato, si è fatto carico di invogliare ad aprire ostelli, recuperare reperti archeologici, ha dato la spinta a mostrare i gioielli nascosti di un territorio che sta’ cercando la sua vocazione. il nostro impegno è premiato da un flusso costante di trekkisti che ogni giorno percorre i nostri sentieri, chiede informazioni, si documenta perché attratto dal Cammino. Mentre sui tavoli istituzionali si discute su dove e come tracciare un percorso per definire le Francigene del Sud, il “Cammino dell’Arcangelo” è già camminato è già raccontato, questo grazie all’impegno del CAI, degli Enti Locali e di comuni cittadini che con il Cammino, hanno individuato uno spiraglio di apertura ad una nuova cultura dove le terre di mezzo non siano un enclave marginale ma integrate in visione internazionale di recupero e sviluppo.

Presidente Comitato Scientifico Regionale Campania

Vilma Tarantino

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